
Dettagli
Autore | Paolo De Nardo |
Editore | Gangemi Editore |
Collana | Le ragioni dell'uomo |
Anno edizione | 2026 |
In commercio dal | 6 novembre 2026 |
Pagine | 240, brossura |
ISBN | 9788849255805 |
Il segreto del tesoro di Garibaldi
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Garibaldi fu davvero povero? Tra corsari, fughe, leggende familiari e gli scogli di Caprera, Paolo De Nardo interroga il mito dell'eroe fino al segreto del suo tesoro.
Fu un uomo coraggioso fino alla temerarietà, audace fino all’eccesso, incostante e narciso come pochi, coraggioso come forse nessuno, pronto a incontrare il destino dietro ogni angolo, politicamente spesso maldestro, incapace di costanza, epperò profetico, generoso di sé quanto altri mai, fascinoso come pochi, in grado di convertire e convincere gli altri fino a far loro sacrificare la vita in suo nome. Soprattutto, fu un uomo esemplare nel significato letterale del termine, nel senso di essere uno di quelli il cui esempio individuale assume un valore universale, una sorta di Gandhi con cavallo e sciabola insomma. Che poi tutto sommato è quanto voleva dire Hegel quando alludeva agli eroi cosmico-storici. [dalla Prefazione di Sebastiano Maffettone]
Dentro il libro
Un uomo capace di trionfare in qualsiasi impresa
“Garibaldi è un uomo capace di trionfare in qualsiasi impresa” – sostiene Alexandre Colonna Walewski, suo contemporaneo, figlio naturale di Napoleone e ministro degli esteri della Francia. Limitare il lemma “impresa” agli eventi bellici sarebbe riduttivo: significherebbe guardare al personaggio e perdere di vista l’uomo.
Nella sua straordinaria esistenza Giuseppe Garibaldi è stato paladino generoso di molte imprese e, talvolta, oppositore di quelle stesse cause quando la storia cambiava direzione. Sarebbe un errore, però, spiegare tutto con l’ingenuità o l’avventatezza, peggio con l’opportunismo. Alla fine della vita, quell’uomo impulsivo aveva visto realizzarsi il sogno di un’Italia unita. Spesso cambiare idea non è incoerenza: è intelligenza prospettica, capacità di adattarsi alle novità e di cogliere il momento. Garibaldi, in questo, era abilissimo.





