John Lennon e Yōko Ono

Da «Imagine» di John Lennon il vero significato di una riflessione sulla pace!

L'ho scritto forse quarant'anni fa per un periodico locale che si chiamava Pronto? Qui Calabria. Avevo l'età in cui si sognano sogni più grandi, come un eroe cosmico-storico...

I giovani e la guerra, un binomio che sembrava finalmente sciolto ma che i recenti avvenimenti hanno drammaticamente riproposto. Mi è venuto spontaneo legare il nostro desiderio di pace ad una famosissima canzone di John Lennon, Imagine, ed ho scoperto che anche attraverso una canzone può arrivare un messaggio di speranza a tanti cuori.

“Imagine there’s no heaven, it’s easy if you try, no hell below us above us only sky. Imagine all the people living for today”.

(Immagina che non ci sia il Paradiso, è facile se ci provi, nessun Inferno sotto di noi, sopra di noi soltanto il cielo. Immagina tutte le persone vivere pensando al presente):

Credo che le due cose siano strettamente connesse tra loro. Come sarebbe bello poter vivere pensando solo al presente, senza aspirare a premi o temere punizioni. E se tutti vivessimo ”alla giornata” non ci sarebbero guerre, né tantomeno migliaia di nostri coetanei rischierebbero la vita in ”un’avventura senza ritorno nell’inferno del Golfo”, come l’ha definita il Santo Padre.

“Imagine there’s no country, it isn’t hard to do, nothing to kill or die for, and no religion too”.

(Immagina che non ci siano nazioni, non è difficile, niente per cui uccidere o morire e nessuna religione).

Un pensiero utopistico, forse un’irrealizzabile chimera. Il mondo è in continua evoluzione: soprattutto in campo internazionale, sono successe cose che solo un anno fa ci apparivano lontane, ma contemporaneamente si sono riacutizzate vecchie ferite mai chiuse. E ciò soprattutto perché ogni cambiamento deve partire principalmente dalla nostra più stretta intimità. Altrimenti tutto è vano.

“Imagine all the people living life in peace”.

(Immagina tutte le persone vivere pacificamente).

È forse il pensiero più bello e più attuale di questa canzone: la gente che rifiuta la guerra, che vuole la pace. Una pace che non deve essere scossa da niente e da nessuno e di cui tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a farci garanti.

“Imagine no possession, I wonder if you can, no need for greed or hunger, a brotherhood of men”.

(Immagina che non esista la proprietà, nessun bisogno di avidità o cupidigia, ma fratellanza fra gli uomini).

Ma in fondo è proprio il carattere dell’uomo con la sua avidità di ricchezza, la sua brama di potere, il più grande nemico della pace. Quell’avidità che spinge i potenti ad invadere nazioni, tentare coup d’État, a rivoluzionare il mondo e tutto ciò senza rispetto per la persona umana.

“Imagine all the people sharing all the world”.

(Immagina tutte le genti dividersi il mondo in parti uguali).

Forse è solo un’utopia, ma sarebbe bello crederci, forse solo così il mondo potrebbe trovare pacificamente un assetto stabile e quella pace che non ha mai interamente conosciuto.

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one. I hope someday you will join us and the world will live as one”.

(Puoi dire che sono un sognatore, ma non sono l’unico. Spero che un giorno tu ci raggiunga e il mondo viva in unità).

Mi si potrà obiettare che è un pensiero irrealizzabile, che forse sono un sognatore, un idealista, ma è necessario gridare le proprie idee, qualsiasi esse siano, perché è preferibile un sentimento forte alla indifferenza ed al menefreghismo. E forse allora anche un sognatore potrà cambiare il mondo.

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Paolo De Nardo

Paolo De Nardo è Direttore General Counsel della Luiss Guido Carli; studioso appassionato, vorace e poliedrico; storico per passione. Il suo impegno più importante resta quello familiare: è il papà di Giuseppe e il marito di Julia.